1996
 
ernesto a cura di Ernesto Pescatore
 

Alla 48a edizione del Torneo di Viareggio, Padre Fedele, presidente dell’Associazione Cosenza Club “Donato Bergamini” e segretario delle Missioni estere dei frati minori cappuccini, da pochi giorni rientrato in Italia dopo il suo viaggio nelle Missioni della Repubblica Centrafricana, è nominato dal Presidente Gianfranco Michelotti e dal direttivo del Centro Giovani Calciatori di Viareggio, che da anni organizza la passerella calcistica giovanile, cappellano e padre spirituale della manifestazione Coppa Carnevale 1996.

Copertina 1996

Il Cosenza è inserito nel girone 3 con Inter, Lazio e Nacional Montevideo. A Viareggio sono presenti il Presidente del settore giovanile, Natale Segreto, il dirigente Luca Pagliuso, il responsabile Ciccio Marino, il dirigente accompagnatore Mario Olivito, il preparatore atletico Pino Pincente, il medico Nino Avventuriera, il massaggiatore Maio.

Nella prima partita del girone, i lupacchiotti tengono in scacco per quasi tutta la partita la più quotata Lazio di Domenico Caso. Nel primo tempo il Cosenza ha un paio di occasioni per andare a segno con Corasiniti e Manfredi, che però non riescono a trovare l’attimo giusto.

Nella ripresa, dopo aver subito il gol di Federici al 64’, il Cosenza si riversa nella metà campo avversaria, costringendo la Lazio ad operare di rimessa. In alcuni frangenti la difesa biancoceleste dà l’impressione di cedere sotto la spinta di Marra e compagni. Ma l’opportunità per raddrizzare il risultato arriva allo scadere: l’ala Gioacchini viene cinturato in area da un difensore e l’arbitro concede il calcio di rigore. Alla battuta si porta il rigorista scelto, Francesco Segreto (uno dei due fuori quota, l’altro è Luca Perrotta, rientrato dal Trani per partecipare al Viareggio) che, forse tradito dall’emozione, si lascia parare il penalty.

Un grande Cosenza batte nettamente i nerazzurri dell’Inter nella seconda esibizione al Torneo di Viareggio. I rossoblù, privi di Segreto febbricitante, scaricano sull’undici di Angelo Domenghini tutta la rabbia accumulata per la sconfitta contro la Lazio e non danno scampo si nerazzurri, imponendo il loro gioco.

Sono i rossoblù a menare le danze e a tenere il possesso della palla pur senza creare grossi grattacapi al portiere interista.

Nella ripresa il Cosenza gioca con più determinazione e in avvio passa in vantaggio trasformando con Morello un rigore concesso per un atterramento in area di Gioacchini, ancora una volta spina nel fianco della difesa avversaria, con La Canna. Sull’uno a zero la partita non cambia fisionomia, il Cosenza continua ad attaccare, incitato dall’allenatore Patania. Stupenda l’azione del secondo gol, giunta al termine di uno scambio fra Gioacchini e La Canna: a segno il nuovo entrato, Daniele Mosciaro. La coppia Morello-La Canna, invece, confeziona l’azione del terzo gol e Burgello insacca a porta vuota.

La terza gara contro il Nacional Montevideo ha un finale incandescente. Gli uruguaiani, infatti, a circa un quarto d’ora dal termine, dopo che l’arbitro aveva concesso un secondo calcio di rigore al Cosenza, decidono di abbandonare per protesta il terreno di gioco.

In serata il comunicato dell’organizzazione del Torneo che decreta la vittoria dei lupi a tavolino per tre a zero. La partita contro il Nacional è stata come il tecnico rossoblù se l’aspettava, un avversario scorbutico che, però, era riuscito a passare in vantaggio al 54' con un colpo di testa di Olgado.

E’ stato il Cosenza comunque a menare le danze, solo che la troppa precipitazione stavolta ha fatto sì che La Canna e compagni passassero solo su calcio di rigore con capitan Segreto al 70'. Cinque minuti dopo l’episodio che ha fatto saltare i nervi alla squadra uruguaiana, nel frattempo rimasta in dieci. Il fallo su Marra, che aveva saltato anche il portiere, è netto. Giusta la decisione di assegnare l’altro penalty. Ma la squadra del Nacional, per tutta risposta, prende la via dello spogliatoio.

Il Cosenza chiude il girone eliminatorio al secondo posto con sei punti, dietro la Lazio a 7. Fuorigioco i nerazzurri dell’Inter con quattro punti, che devono quindi lasciare anzitempo il torneo.

Organico 1996

Il Cosenza esce a testa alta dal Viareggio pur perdendo negli ottavi di finale per tre a uno contro il Cesena. Ma la partita l’hanno dominata i cosentini che si erano portati per primi in vantaggio grazie ad un rigore trasformato da capitan Segreto e concesso per un fallo di mano commesso da un difensore romagnolo su conclusione di Marra.

I lupi hanno avuto la possibilità di metter al sicuro il risultato, ma nel giro di pochi minuti Gioacchini e Marra hanno fallito due ghiotte occasioni a tu per tu con il portiere cesenate. E come spesso accade nel calcio, chi sbaglia paga. Il Cesena pareggia a sei minuti dall’intervallo, grazie ad un infortunio del portiere Spingola, che sull’uscita si scontra con Cristante, dando l’opportunità a Bombardini di segnare.

Ad inizio ripresa, il Cosenza presenta fra i pali Vitale (Spingola dolorante dopo aver preso una botta ha chiesto il cambio). Nemmeno il tempo di ragionare che il Cesena ribalta la situazione portandosi in vantaggio con Alteri. Il Cosenza aumenta il ritmo delle sue azioni d’attacco, producendo un gioco spumeggiante che ubriaca i bianconeri e l’espulsione di Tamburini sembra dovesse avvantaggiarlo. Ma i ragazzi di Patania pur avendo sui piedi cinque o sei palle gol con Marra, Morello, Manfredi e Cristante, non riescono a concretizzare le loro azioni. In chiusura di partita il terzo gol del Cesena ancora con Alteri con il Cosenza tutto proteso in avanti nel disperato tentativo di pareggiare.

3, continua

 

Nella foto di copertina, La Canna, Marra e Spingola.


 

 
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