Tra poche ore il Cosenza torna a giocare al San Vito – Marulla in un a gara di campionato che si annuncia come la più triste degli ultimi 20 anni.
Cosenza -Salernitana sarebbe dovuta essere, comè sempre stato, una partita di cartello, sia per il blasone delle due squadre e sia per la storica rivalità tra le due tifoserie. Ma è facile prevedere che non sarà così, non tanto per l’impegno che ci metteranno i calciatori in campo, quanto per la cornice di pubblico che non ci sarà, perché la trasferta è vietata ai supporters campani, mentre quelli rossoblù saranno assenti per rispondere in maniera forte alle scellerate scelte che la società silana, per volere dei suoi proprietari, ha messo in campo negli ultimi giorni.
Come saprete tutto è iniziato con l’annuncio della campagna abbonamenti prima e poi confermata dall’avvio della prevendita per la gara di stasera, in cui la proprietà del Cosenza Calcio comunicava la chiusura delle Curve Bergamini e Catena, per non meglio precisati “razionalizzazione degli spazi” scatenando l’ira dei gruppi organizzati e dei semplici tifosi. Una scelta chiara è precisa di chiudere la porta in faccia alla parte più genuina e calorosa della tifoseria rossoblù che da sempre rappresenta il motore trainante di ogni stagione calcistica.
Se poi noin fosse stato chiaro il concetto, il signor Guarascio ha aggiunto una ciliegina sulla torta, invitando Sindaco, Presidente della Provincia e amministratori locali ad assistere gratuitamente alla partita di questa sera. Come dire, se sei un notabile t’invito in Tribuna Numerata, mentre se sei un “povero e semplice tifoso”, vieni e paghi ma solo dove decido io che puoi entrare.
Un invito che è stato subito rispedito al mittente con una durissima nota del Primo Cittadino di Cosenza, che ha ribadito con un comunicato, ciò che aveva espresso qualche giorno prima durante una trasmissine web (leggi qui) curata dal collega Antonio Palopoli, in cui esprimeva il concetto di come la chiusura delle curve rappresentasse un “affronto gravissimo alla comunità di Cosenza”.
Ricevuto questo schiaffo sonoro dal Sindaco, il Cosenza Calcio ha risposto con un comunicato delirante che potete leggere quì nella sua interezza:
Dispiace molto che si inneschino polemiche poco prima di una partita delicata e con una squadra che sta dando il massimo, lavorando duramente, con impegno e tanto entusiasmo. Dispiace non poco, perché sembra che il calcio – che è ciò di cui dovremmo parlare – sia passato in secondo piano rispetto ad altre tematiche ed argomenti che facciamo fatica a comprendere, partendo dalla questione della chiusura delle curve.
Una decisione momentanea, presa al fine di razionalizzare i costi e gli spazi, che non potevamo più rinviare. Di certo, non c’è nessun affronto alla tifoseria e chissà quale altro obiettivo nascosto. Gestire una società comporta responsabilità e, tra queste, c’è quella di far quadrare i bilanci, soprattutto in un momento in cui, pubblicamente, qualcuno è impegnato a boicottare la nostra campagna marketing e di sponsorizzazione (ma, a questo modus operandi, al limite della legalità, che va palesemente contro il Cosenza e contro i colori che ci si vanta di amare, sarà il tempo a dare le dovute risposte).
Per il resto, proprio per dimostrare che non abbiamo niente contro nessuno, potremmo pensare, ad esempio, di installare, in futuro, dei maxi schermi fuori dallo stadio per coloro i quali non vorranno tifare dell’interno. Noi, sia chiaro, vorremmo tutti al San Vito-Marulla, ma lanciamo questa proposta perché consapevoli che la squadra, oggi, ha bisogno del sostegno e del calore di tutti i tifosi, mettendo da parte ogni tipo di pregiudizio che, con il calcio e con lo sport, non ha nulla a che vedere.
Il Cosenza rimane un bene di tutti ed ora è il momento del calcio, del tifo e di pensare ad affrontare il campionato, che è ciò che la società sta facendo, con una rosa, ancora in fase di allestimento, che sarà sicuramente degna del buon nome e della storia di questa maglia.
Leggendo il comunicato, la prima cosa che si nota è l’ammissione che la chiusura è dovuta soprattutto a una scelta economica: chiudo settori dello stadio così non dovrò impegnare risorse per pulizia, servizio stewards, personale ecc. Ma la domanda a questo punto sorge spontanea. Se proprio vuoi razionalizzare i costi e gli spazi, perché non chiudi una o più tribune e mantini aperti i settori popolari? Se non lo fai è palese che vuoi andare contro la tifoseria che contesta il tuo modus operandi di gestione della loro e nostra squadra del cuore.
Poi questa velata accusa verso questo fantomatico qualcuno “impegnato a boicottare la nostra campagna marketing e di sponsorizzazione (ma, a questo modus operandi, al limite della legalità, che va palesemente contro il Cosenza e contro i colori che ci si vanta di amare, sarà il tempo a dare le dovute risposte).” Se sai chi è perché non lo denunci pubblicamente?
Ma veniamo alla parte più assurda di questo comunicato che ad un certo punto vuole mettere in campo uno slancio di generosità verso quei tifosi che vogliono “tifare fuori dallo stadio”: pensare di installare in futuro dei maxi schermo per far seguire le gare a questa particolare categoria di tifosi. Ma come? Parli di razionalizzare le spese e poi pensi in futuro di regalare la visione delle partite attraverso i maxi schermo?
Allora proviamo a considerare realistaicamente la cosa, analizzandola a grandi linee.
1. Maxi schermi (quindi più di uno) con relativo affitto degli stessi oltre al pagamento dell’onere del consumo di energia elettrica
2. Per installarli in una pubblica piazza o strada cittadina,occore fare richiesta di occupazione di suolo pubblico (il Comune, vista la presa di posizione di Sindaco e Consiglieri comunali lo concederà ???)
3. Se metti uno o più maxi schermi devi prevedere la presenza degli steward, proprio quelli che non vuoi assumere chiudendo le curve.
4. Bisogna prevedere e richiedere un servizio di ordine pubblico con Interessamento delle forze dell’ordine
5. Scelta la location devi chiudere piazze o strade nelle zone limitrofe alla circolazione con relativi disagi per i cittadini non interessati all’evento.
6. Infine devi pagare i diritti Tv per la trasmissione in pubblico.
Bel modo di razionalizzare i costi. Ma non fai prima a riaprire le curve e invogliare con fatti concreti la tifoseria a ritornare sui suoi passi, se proprio ci tieni a rimarcare che il Cosenza è un bene di tutti?
Tifosi, campioni del passato, personalità pubbliche hanno già espresso il loro pensiero esprimendo la volontà di disertare a malincuore la loro casa che è lo stadio, e stasera al boitteghino vedremo chi ha avuto ragione, se le ennesime promesse vacue di questo Cosenza di Guarascio, o la lotta per riconquistare ciò che gli appartiene da parte dei tifosi.
Per noi, poveri e bistrattati cronisti, resta il disagio di raccontare queste nefandezze cercando di analizzarle con quella razionalità che ci sfugge ogni giorno di più di mano.



