Sono oramai trascorse 36 ore da quando il Consiglio Comunale di Cosenza ha dato mandato al Sindaco della città, Franz Caruso, di individuare tutte le inadempienze da parte del Cosenza Calcio nell’attuazione della convenzione che consente alla squadra silana di utilizzare lo stadio “San Vito-Gigi Marulla” per espletare la sua attività agonistica.
Martedì pomeriggio, tutte le forze politiche che siedono in Consiglio hanno espresso la ferma volontà di non concedere il Nulla Osta per l’utilizzo dello stadio, cosa questa propedeutica ai fini dell’iscrizione al prossimo campionato. Questo in virtù del fatto, come emerso nella seduta consiliare, che sussistono <<tutte le ragioni giuridiche, amministrative e politiche affinché il Sindaco e gli uffici competenti possano procedere alla revoca della concessione>>.
La determinazione unanime di tutti i consiglieri di schierarsi dalla parte della tifoseria avrebbe dovuto avere un effetto bomba negli uffici di via Conforti, dove il presidente onorario Eugenio Guarascio e l’amministratrice unica Rita Rachele Scalise, continuano a fare finta di nulla, come se tutto andasse bene.
Se il contestatissimo duo avesse mai avuto contezza di come si gestisce nella normalità una società di calcio professionistica, sarebbero dovuto saltare su una sedia ed esplodere in una vibrante protesta a suon di comunicati stampa e dichiarazioni ufficiali, per difendere il loro operato e le loro ragioni. Avrebbero anche dovuto pretendere incontri istituzionali ufficiali, per opporsi ad una così grave decisione che rischia di compromettere il futuro del Cosenza Calcio e, soprattutto, quel “brand” a loro tanto caro.
E invece hanno preferito continuare a restare in silenzio, senza neanche mettere in evidenza l’azione legale intentata nei confronti dell’Amministrazione Comunale, fedeli al loro modo di intendere la gestione del Cosenza vestendo i panni del Marchese e della Marchesa del Grillo di Sordiana memoria, perché “loro sono loro e (pensano che) noi non siamo un c***o”.
Non è che noi umili cronisti ci aspettassimo chissà cosa, così come nulla si aspettano i tifosi, eccetto un reale cambio di proprietà, ma non possiamo tacere su questo ennesimo ignominioso e grave silenzio, perché abbiamo il dovere di evidenziare quello che realmente è: l’ennesimo schiaffo rivolto dal duo Guarascio-Scalise alla città di Cosenza.



