Quella di oggi è probabilmente una delle giornate tra le più decisive che abbiamo vissuto negli ultimi frustanti tempi. Il comunicato stampa emesso dall’avvocato Giuseppe Carratelli in rappresentanza dell’ imprenditore Vincenzo Rota, ha fatto fallire miseramente il bluff di Eugenio Guarascio messo in atto in sede di una trattativa, in realtà mai decollata, arenatasi al momento di mettere le carte in tavola.
Oggi pubblicamente il modus operandi del proprietario del Cosenza Calcio è stato smascherato dal racconto preciso e dettagliato dell’avvocato Carratelli che ha smontato punto per punto la balbettante tesi espressa dagli avvocati del Cosenza Calcio di due giorni fa.
Il velo d’ipocrisia che ha ammantato tutte le precedenti trattative è finalmente caduto, perché Rota e Carratelli hanno dimostrato che le cose si possono raccontare anche in presenza di quella vera ossessione di Guarascio che è il patto di riservatezza che, certamente poteva riguardare i contenuti dell’operazione, ma non certo il comportamento di quella parte che ha messo in campo una serie di azioni che miravano solo a far fallire per l’ennesima volta, il tentativo di liberare il Cosenza dalle grinfie di una proprietà che gioca contro una città e una provincia intera.
Che l’attuale Cosenza non si voglia e non si possa vendere, è noto da tempo, ma stavolta il racconto preciso e puntuale lo ha fatto emergere chiaramente, mostrando il modus operandi di Guarascio che non vuole arrendersi alla realtà di non rappresentare più in alcun modo il patrimonio sportivo della Cosenza calcistica.
Rota e Carratelli hanno dimostrato di avere molto più a cuore le sorti del Cosenza Calcio rispetto a chi lo dirige in maniera scellerata da anni, che non ha saputo capitalizzare l’amore infinito di una tifoseria, trattata sempre da nemico, piuttosto che da fattore trainante. Semplicemente perché Rota e Carratelli sono da sempre tifosi del Cosenza al contrario di Guarascio che lo sempre considerato un hobby, trasformatosi in gallina dalle uova d’oro, gettata letteralmente alle ortiche.
Il comunicato dell’avvocato Carratelli ha dimostrato anche ai tanti gruppi imprenditoriali, reali o presunti, che hanno tentato di acquisire la società silana, che le cose si potevano raccontare anche prima invece di venire inghiottite in un nulla che non ha fatto che legittimare le storielle raccontate da Guarascio.
Cosa resta da fare adesso non è altro che costruire dal basso un nuovo Cosenza che possa far riaccendere la passione per i colori rossoblù e se gli imprenditori del territorio si potessero riunire in un progetto comune la strada potrebbe essere meno insidiosa di quello che appare oggi all’orizzonte.
Intanto la tifoseria si sta organizzando per realizzare un’assemblea pubblica entro fine mese, volta a trovare soluzioni concrete.



