Le schermaglie tra Caruso e Guarascio su chi ha il “credito più lungo”. Nel frattempo il Marulla soffre come sempre in estate

Eliseno Sposato

Eliseno Sposato

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La foto pubblicata stamattina dai colleghi di Tifo Cosenza e Alè Cosenza che vedete a corredo di questo articolo per loro gentile concessione, ha messo il dito nella piaga sulla annosa querelle tra il Comune e la società silana. Mentre i due compari (Caruso e Guarascio) litigano, il terzo (lo stadio Marulla) incomodo invece di godere, soffre terribilmente come puntualmente avviene ogni estate. ma rivediamo gli ultimi avvenimenti.

In un’intervista di qualche giorni fa rilasciata a LaC News 24, il Sindaco di Cosenza Franz Caruso rispondeva alla proprietà del Cosenza Calcio sui crediti milionari avanzati dalla società di via Conforti 25, resi pubblici dalla commissio Bilancio di Palazzo dei Bruzi che chiedeva informazioni ufficiali in merito (potete leggerle qui).

Secondo il Primo Cittadino «IL COSENZA DEVE 3 MILIONI DI EURO AL COMUNE»

«È stata chiesta la convocazione di una commissione ad hoc proprio per discutere di questo argomento: dai bilanci pubblicati dal Cosenza Calcio risulta un credito di circa 2 milioni di euro della società nei confronti del Comune. Su questa vicenda esiste già una sentenza del tribunale che ha fatto chiarezza, ed è una sentenza che ha visto soccombere il Comune di Cosenza ma non per la cifra che il Cosenza Calcio chiedeva e che riporta in bilancio, bensì per 240 mila euro. Questa cifra è già stata scomputata dai canoni di locazione dello stadio per le annualità già stabilite. Fatti i conti, il credito reale del Cosenza Calcio, e quindi il debito del Comune, è di 9 mila euro».

«Lo dico con chiarezza: non esiste assolutamente un debito del Comune di Cosenza nei confronti della società per quella cifra, ed è bene che su questo si faccia chiarezza una volta per tutte».

«C’è invece, dall’altra parte, una situazione debitoria che riguarda i tributi comunali da parte della società nei confronti del comune, che comprende IMU, TARI, tassa sui rifiuti idrici e imposta sulla pubblicità e che ammonta a oltre 3 milioni di euro».

«Su questo fronte, in parte si sta già procedendo: in parte il Cosenza Calcio ha presentato istanza di adesione alla pace fiscale, e quindi si regolarizzerà attraverso questa procedura. Un’altra parte, invece, è ancora soggetta a valutazione da parte degli organi giurisdizionali».

«Per la manutenzione non esiste un debito del Comune per quella cifra, quindi riportarla in bilancio mi sembra francamente un po’ ardito da parte della società. In ogni caso, resta una situazione debitoria sui tributi che il Cosenza Calcio deve chiarire e definire».

Dovendo per ipotesi dare credito ad entrambi gli attori principali di questa questione, la prima domanda è: <<Chi mente?>>. E la seconda segue a ruota: << Se il Cosenza Calcio non paga da anni le utenze, i tributi, i canoni di locazione e quant’altro previsto dalla convenzione, come mai il Sindaco di oggi e quello che lo ha preceduto, non hanno mai esatto le somme dovute?>>. A noi sembra che i due (o tre per non dimenticare l’ex sindaco Mario Occhiuto) stiano solo recitando le parti di una commedia concordata, a scapito di tifosi e cittadini, che è stata avvalorata dalla mancata concessione, a furor di popolo, del nulla osta sull’utilizzo dello stadio per la prossima stagione.

Se la cifra iscritta a bilancio 2025 dal Cosenza Calcio di € 2.171.236, con una nota che chiarisce che: “si riferiscono a costi sostenuti e anticipati per la gestione dello stadio San VIto – Gigi Marulla per interventi di manutenzione straordinaria dell’impianto sportivo nel corso degli anni…” è esatta, come mai non è stata determinata da un corretto contraddittorio con i funzionari comunali? E come mai hanno sforato il tetto massimo di € 450.00 previsti per tutta la durata della convenzione e che sembra non siano rendicontati come si dovrebbe?.

L’analisi puntigliosa e circostanziata che il gruppo di tifosi anonimi (perché?) riuniti nel blog La Bandiera Rossoblù, compie da anni sui bilanci del Cosenza Calcio, ha messo in evidenza diverse “stranezze” di cui ne riprendiamo l’ultima: <<DOPO il famoso Consiglio comunale aperto del 14 aprile 2026. Ebbene, per come asserito dal dirigente del settore 11 del Comune di Cosenza con comunicazione del 14 maggio 2026, i canoni maturati e non versati dal Cosenza Calcio dal 10 agosto 2023 e sino al 31 marzo 2026 ammontavano a complessivi 232.500 €: in buona sostanza il Cosenza Calcio, sin dalla sottoscrizione della convenzione, NON HA MAI PAGATO il canone per l’uso dello stadio, il tutto nel silenzio e con il benestare della politica cittadina, in primis il sindaco, il quale, a dispetto dell’apparente contrasto con Guarascio & Scalise, si è ben guardato dall’intimare il pagamento di quanto dovuto. Come si diceva, dopo il famoso Consiglio comunale il Cosenza Calcio, precisamente in data 21 aprile 2026, depositava presso il Comune una rendicontazione per lavori (in particolare sulla Tribuna B) pari a 241.527,06 euro al netto dell’IVA. Di conseguenza, la dirigente rilevava l’esistenza di un saldo a favore della società pari a circa 9.027,06 euro, computato al 31 marzo 2026. E sapete dal certificato di regolare esecuzione dei lavori e connessa documentazione tecnico-contabile finale cosa emerge? L’ultimazione delle opere è avvenuta in data 14 aprile 2026>>.

Non essendo io un esperto di bilanci di società o di diritto amministrativo, leggendo e osservando la situazione, mi verrebbe da chiedermi se non ci troviamo davanti ad un falso in bilancio o ad un danno erariale. E se, come asserito dal sindaco Franz Caruso il credito avanzato dal Cosenza Calcio è solo di Novemila euro, e non di oltre Due milioni di euro, come ha fatto la società di via Conforti 25 a superare l’esame Covisoc?

Non tocca certo a noi dipanare questa intricata matassa, ci vorrebbe un Giudice serio e libero da vincoli di tifo, sportivo e politico, ma esiste? Intanto il Marulla ne paga le conseguenze e se il duo Guarascio-Scalise contava di ottenere la sospensiva del provvedimento portato all’esame del TAR Calabria, come mai non si è occupa di far svolgere una corretta manutenzione al terreno di gioco? In fondo le spese le avrebbe potute iscrivere nel prossimo bilancio e perlomeno avrebbe potuto mostrare un minimo di rispetto per il brand e per quella tanto vituperata “identità e territorio”, tante volte sbandierata ma alla quale non ha mai dato seguito con fatti concreti.

Fonti citate Tifo Cosenza/Alè Cosenza (foto) – LaC News 24 – La Banierà Rossoblù bolg.

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