Hanno vinto loro (per ora), ma noi non ci arrendiamo!

Eliseno Sposato

Eliseno Sposato

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Premessa: quello che segue non è assolutamente un articolo di resa, ma solo di constatazione della realtà attuale.

Già m’immagino le critiche e i commenti negativi che susciteranno le parole che mi accingo a scrivere in questo articolo, soprattutto da chi le leggerà sui social, magari soffermandosi solo al titolo, oppure non trovandosi affatto d’accordo su quanto condividerò nelle prossime righe, ma come dico sempre, le mie parole sono l’espressione della mia opinione, per fortuna molto spesso condivise con i colleghi della redazione, e non rappresentano mai una verità assoluta, ma spero possano indurre ad una riflessione più ampia sulle sorti della nostra squadra del cuore che sta affrontando uno dei punti più bui del suo recente passato.

Siamo alla vigilia dell’inizio di una nuova stagione calcistica della quale sembra non importarci più di tanto. Non solo perché non potremo seguirne (volutamente) da vicino le sorti, stante l’assurdità della mancata concessione dello Stadio Marulla, voluta da una classe politica che si è mossa sul sentimento popolare per nascondere ai più sciocchi, le affinità che continuano ad avere con la proprietà del Cosenza Calcio, ma perché i signori Guarascio & Scalise, sono riusciti ad assopire una delle nostre passioni più grandi.

Come redazione di Solo Cosenza ci siamo posti il problema di cosa fare e siamo giunti alla determinazione di seguire le gesta sportive solo per lo stretto necessario diritto di cronaca, ma non dispensandoci dall’intervenire criticamente qualora lo riteniamo necessario.

Mancano poco più di 48 ore alla prima gara ufficiale e oggi non possiamo che constatare che hanno vinto loro. All’ineffabile duo Guarascio&Scalise, non è mai importato nulla della storia centenaria del Cosenza Calcio, in cui sono capitati quasi per caso, pagando una “simbolica tangente” dopo avere vinto e vistosi confermare l’appalto per la raccolta dei rifiuti per 15 anni. A fronte di un appalto milionario, si sono dovuti occupare per hobby di una squadra di calcio dapprima con un po’ di fastidio, ma ben presto scoprendo una miniera d’oro non solo per gli introiti che ne hanno ricavato, soprattutto negli anni della Serie B, ma anche per come hanno saputo beneficiarne nella holding di famiglia, trasformando il nostro Cosenza nella bad company della 4EL Group.

I bilanci del Cosenza Calcio sono li a dimostrarlo attraverso le voci fantasiose degli “oneri diversi” dei contenziosi con l’amministrazione comunale con i lavori allo stadio messi a bilancio 2025, ma terminati nella primavera del 2026, che nonostante incassi, diritti tv, sponsorizzazioni ecc., hanno determinato un monte debiti pari a una quindicina di milioni o giù di lì.

Hanno vinto loro perché hanno trasformato un hobby non solo in una fonte di guadagno, ma anche di una visibilità e popolarità nazionale per il suo pittoresco presidente.

Hanno vinto loro perché i successi sportivi ottenuti in questi quindici anni, sono arrivati sempre frutto del caso e mai di una programmazione degna di una società sportiva professionistica degna di questo nome.

Hanno vinto loro perché, nonostante si siano fatti una nomea alquanto discutibile nel mondo del calcio, riescono anno dopo anno a trovare nuovi allenatori, nuovi direttori sportivi, nuovi calciatori disposti a sposare un progetto che i fatti riveleranno sempre inesistente, ma coperto dalla gloriosa storia del Cosenza Calcio.

Hanno vinto loro perché si sono impossessati di questa gloriosa storia e ne hanno fatto un perfetto specchietto per le allodole per i tanti fornitori e onesti lavoratori ai quali hanno spesso “bruciato”, in tutto o in parte, le spettanze dovute, professionisti valenti che si sono piegati al loro modus operandi solo perché in primis hanno lavorato per la squadra del cuore.

hanno vinto loro perché hanno pian piano logorato la stragrande maggioranza della tifoseria silenziosa allontanandola dai gradoni dello stadio “San Vito-Marulla”, attraverso una politica che non li ha mai messi al centro, ma che li ha intesi solo come polli da spennare, nelle occasioni importanti, da daspare se davano fastidio al manovratore, da perquisire agli ingressi, anche se erano solo dei bambini.

Hanno vinto loro perché hanno costretto una delle tifoserie più appassionate e pensanti del calcio italiano, ad allontanarsi dal rito domenicale, soprattutto in casa, per intraprendere una dura e meritoria lotta che ha desertificato lo stadio, ma che ad oggi non è riuscita nell’intento di costringerli a passare la mano.

hanno vinto loro perché si sono lasciati scivolare addosso una contestazione durissima anche a livello personale, alla quale hanno risposto con l’arroganza dei padroni che non ha nulla a che vedere con la passione di chi ha nelle gesta sportive della propria squadra, una ragione di vita tramandata dai genitori.

hanno vinto loro perché, nonostante non potranno usufruire dello stadio in questa stagione, non hanno mai trovato una classe politica degna di questo nome, capace di richiamarli alle loro responsabilità. gestire una squadra di calcio, non è solo un’impresa economica da portare avanti, ma ha delle implicazioni sociali da rispettare e con le quali fari i conti anno dopo anno.

Hanno vinto loro perché sono riusciti a dividere anche la classe giornalistica che, al pari della tifoseria, ha condotto una battaglia di contestazione mai vista nella storia del Cosenza Calcio, ed alla quale hanno risposto con strafottente indifferenza e portando la loro comunicazione ad un livello così basso come si evince dai comunicati che sono stati emessi in questi ultimi mesi e settimane.

Hanno vinto loro perché, nonostante un anno di assenza dalle conferenze stampa, perché la proprietà ha negato e continua a negare ogni confronto, alcuni colleghi hanno deciso di ritornare a presenziare per offrire una narrazione diversa. Una scelta che non condividiamo ma che rispettiamo perché siamo rispettosi della libertà di pensiero e di azione di ognuno.

Hanno vinto loro perché hanno fatto finta di volere cedere la società, nascondendo le carte ai potenziali acquirenti e, in alcuni casi, prendendoli in giro non presentandosi al momento di ratificare gli accordi presi nel corso delle tante trattative.

Hanno vinto loro perché oggi hanno quasi completato l’opera di depauperamento tecnico della squadra, vendendo gli elementi migliori, portando nelle loro casse personali oltre 2 milioni di euro, con buona pace del nuovo tecnico e del nuovo DS che ci propinano l’ennesima favoletta del “punto e a capo”, dell’ “abbiamo tirato una riga”, del “vogliamo solo gente motivata a restare”.

Hanno vinto loro perché ora possono pure fare deridere dai loro servi sciocchi quelli che volevano una seconda squadra, cosa per fortuna non realizzata.

Hanno vinto loro perché pensano di avere ucciso la nostra passione, che seppure oggi non sia viva in molti come un tempo, sappiamo che basta poco per riaccendersi con il fervore dei tempi migliori. Serve solo che se ne vadano.

Hanno vinto loro perché hanno tolto il calcio ai Cosentini e se ne infischiano se il Cosenza dovrà giocare a Crotone senza pubblico.

Hanno vinto loro perché oggi pensano di avere avuto la meglio sulla nostra lotta, ma se lo credono è solo una pia illusione perché noi, al contrario loro e dei loro lacchè, amiamo il Cosenza Calcio e non smetteremo mai di lottare perché questo torni ad essere un bene comune, un patrimonio dei cosentini come lo è sempre stato e sarà, anche quando ci sveglieremo da questo incubo che sembra infinito.

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