È l'ora di costruire una normale Società di calcio professionistico
 
a cura di Eliseno Sposato
 

Bisogna dare atto a Piero Braglia che, quando la squadra inanellava prestazioni insufficienti, o veniva penalizzata da errori arbitrali, e ce ne sono stati, ripeteva come un mantra: “sono convinto questa squadra che alla fine si salverà”. Sembrava una boutade, oppure un accampare scuse perché non gli riusciva di raddrizzare una situazione che lo aveva travolto sin dal ritiro di San Giovanni in Fiore, dove rimediava già brutte figure in amichevoli. Eppure alla fine bisogna dargli ragione sul risultato finale ottenuto, ma non per questo assolverlo per essersi piegato al solito modus operandi del presidente Guarascio che vuole attorno a se solo dei perfetti signor si, che avallino le sue scelte senza uno scatto di orgoglio.
Oggi in piena sbornia, giustificata, da festeggiamenti, il patron rossoblù ammorba tifosi e addetti ai lavori con le sue promesse da marinaio che molto probabilmente non troveranno riscontro, ma che potranno divenire realizzabili grazie al suo proverbiale “fattore C”, che fa comodo a tutti.
Da venerdì scorso siamo tutti in preda alla visione da tifoso, inebriati dall’ennesima prodezza del Cosenza guidato da Roberto Occhiuzzi che ha, lui si, motivo di gongolare per come sia riuscito con tecnica e cuore a strappare i Lupi dall’inferno della Serie C, e a ricollocarli in uno scenario più degno delle ambizioni della piazza cosentina. Ora che persino la prestigiosa BBC inglese ne celebra le gesta, possiamo tutti sentirci ancora più orgogliosi del lavoro svolto da tutti i componenti della Società silana.
Questa felicità  però non può esimerci dal porre sul tavolo alcune riflessioni che vorremmo mettere a disposizione di tutti, in primis del patron Guarascio, cui va comunque il nostro ringraziamento, che dovrebbe trarre una lezione significativa dal campionato appena concluso, che è stato forse il più tribolato della sua gestione, nonostante il finale esaltante.
Bisogna subito cambiare registro e dare dimostrazione di essere alla guida di una Società di calcio professionistico, mettendo subito a disposizione del DS Trinchera un budget adeguato alla categoria per rinforzare la squadra e dare alla sua splendida tifoseria le certezze di non rivedere il triste scempio della scorsa estate, quando si andò in ritiro con una manciata di calciatori.
Le intuizioni di Trinchera, riguardo a  calciatori come Rivière, Casasola ed Asencio, vanno confermate cercando di trovare la via giusta per farli restare in riva al Crati e, ove non fosse possibile, cercare di sostituirli con elementi altrettanto validi.
Non ripetere i casi Dermaku & co. doveva essere una priorità offrendo rinnovi contrattuali ai calciatori più validi (Perina ecc.), ma a quanto pare le cose non sembrando andare in questo senso. Inutile promettere di riportare a Cosenza calciatori che hanno fatto bene in maglia rossoblù, ma che hanno perso la brillantezza che avevano lontano da Cosenza (Tutino, Palmiero), ma cercarne di nuovi e con voglia di affermarsi.
Impegnarsi a vigilare di più su quanto i calciatori facciano al di fuori dal campo, visto come sia sia rivelata pericolosa per alcuni (Kanoute su tutti), la dolce vita cosentina. Perché non si tratta di rispettare la privacy dei singoli, ma tutelare il patrimonio societario.
Dopo avere trascorso le giornate a premiare giustamente i traguardi raggiunti dai singoli calciatori o membri dello staff, Guarascio dovrebbe fare ammenda riguardo a situazioni incresciose come il Daspo dato ad un abbonato storico, reo di averlo contestato duramente in tribuna nei periodi bui della stagione. Questa è stata una caduta di stile gravissima, molto di più delle mancate congratulazioni al Crotone per la meritata promozione in Serie A.
Agli abbonati occorre dare risposte sul rimborso per le partite non godute causa le note vicende della pandemia e, sebbene sia passato tutto sotto silenzio per l’eccezionalità della situazione, non si può far finta di nulla e pensare che passi tutto in cavalleria solo perché siamo ancora in Serie B.
I tifosi sono anche i primi clienti della Società e bisogna coccolarseli per bene per spingerli a fidelizzarsi sempre di più, anche perché meritano delle risposte concrete.
Nessuno chiede il campione da copertina, o l’allestimento di una squadra faraonica che inquini il bilancio, ma una squadra degna della tradizione del Cosenza, costruita reinvestendo le risorse incassate e che possa crescere di anno in anno per regalarci soddisfazioni conquistate giorno dopo giorno, con il contributo di tutti secondo le proprie specificità di ruolo.


 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 8 9 7
 PARTITE VINTE   1 0 8 9
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 1 0
 PARTITE PERSE   0 8 9 8
 RETI FATTE
  3 3 5 1
 RETI SUBITE   3 0 5 5
 

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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