Il Terzo tempo tra Alessandria e Solo Cosenza
 
a cura di Eliseno Sposato
 

Come sempre le cose che nascono un po' per caso, finiscono per essere le migliori ed è quanto è avvenuto ieri sera nel post partita tra Cosenza ed Alessandria. Amicizie in comune tra il nostro Riccardo Tucci e quelle del presiedente dell'Alessandria  Luca Di Masi, ci hanno fatti ritrovare a trascorrere una piacevole serata per fare scoprire ai nostri ospiti le delizie della cucina cosentina, ma anche per parlare di calcio, solidarietà, mondo ultras ed economia applicata ad una azienda atipica come è quella del calcio. 
Il nostro compito principale era quello di mettere a proprio agio il presidente Di Masi ed i suoi due collaboratori: Luca Borio direttore commerciale e Federico Vaio addetto commerciale della Società piemontese, e quale posto migliore poteva esserci se non la tavola dell' Osteria dal Cugino a Dipignano, culla della gastronomia cosentina verace, che  continua la lunga tradizione di famiglia sotto l'egida di Cesare Barone, anfitrione perfetto come sempre.
La prima impressione piacevole che abbiamo tratto dai nostri ospiti, è stata quella di trovarci davanti ad una dirigenza giovane ed appassionata di calcio e della loro squadra, che conducono con sempre maggiori ambizioni, visto che il loro obiettivo primario è quello di riportare l'Alessandria in Serie B, traguardo che manca dalla stagione 1974-75. 
Appassionati di calcio, Di Masi, Borio e Vaio si frequentano sin da ragazzi, quando nella loro città, sono tutti  torinesi, si sono conosciuti sui gradoni della curva Maratona a tifare naturalmente Toro. Questo loro essere prima tifosi che dirigenti di una squadra di calcio, ha spinto subito la conversazione su aneddoti legati al mondo del tifo in curva.
Interessatissimi a conoscere storia, gemellaggi e dinamiche interne del passato e del presente della tifoseria del Cosenza, ben presto la piacevole conversazione, tra le mitiche "purpette" del Cugino, i deliziosi funghi porcini cucinati in tutte le salse, tra una fetta di suppressata o di nchiambara cosentina (frittata fatta di sole cipolle, acqua e farina), una lagana e ceci e le immancabili patate mbacchiuse, è andata a scandagliare i tantissimi punti in comune che Cosenza ed Alessandria hanno avuto nel recente passato, visto che su entrambe le panchine sono passati tecnici come Braglia e Pillon, ma anche Sonzogni e Roselli, mentre tanti calciatori hanno vestito entrambe le maglie, per citare solo gli ultimi che lo hanno fatto, ci basta ricordare i nomi di Loviso e Ranieri, Arrighini e Blondett con quest'ultimi due che proprio ieri sono scesi in campo da avversari al Marulla.
Ammaliati e sorpresi dal sentire tanti termini dialettali durante la conversazione, cosa che ci hanno spiegato essere quasi inesistente dalle loro parti, specialmente tra i giovani; si è anche parlato di tifo e solidarietà, immancabile per noi raccontare dell'esperienze vissute in prima persona con La Terra Di Piero, mentre loro ci hanno spiegato di come hanno messo i diversi aspetti della loro attività imprenditoriale, al servizio della squadra di calcio che Di Masi guida dal 2013 e che in questi otto anni ha vinto una Coppa Italia di Serie C, la seconda della sua storia, ha sfiorato più volte l'approdo in Serie B, ma ha anche raggiunto una semifinale di Coppa Italia nella stagione 2015-2016, eliminando in trasferta due formazioni di Serie A (Palermo e Genoa) e due di Serie B (Pro Vercelli e Spezia), diventando la prima formazione di terza serie in grado di raggiungere una fase così avanzata della competizione dopo trentadue anni.
Oggi in era covid l'Alessandria è in prima linea per riportare i tifosi allo stadio, visto che anche le mille unità, per una Società come la loro, rappresenterebbe un'importante iniezione di capitali dal botteghino, quasi vicino alla normalità, visto che di solito i loro picchi di spettatori arrivano alle 2.500 unità. Numeri completamente diversi rispetto a quelli che riguardano il Cosenza.
Ammirati dalle recenti imprese sportive dei lupi, la domanda postaci è stata: più esaltante la vittoria nei Playoff di Serie C o la salvezza raggiunta quest'anno? Entrambe imprese enormi, ma forse la salvezza conquistata da Occhiuzzi e dei suoi ragazzi, ha un valore difficile da quantificare. Durante la piacevole serata si è parlato anche di mercato, l'infortunio del portiere Pisseri, preoccupa e non poco la dirigenza dei grigi, dei rapporti tra le Società, la stampa e la tifoseria, scoprendo analogie e differenze e di tante piccole e grandi sfumature che ruotano intorno allo sport più amato dagli italiani.
Alla fine della cena per il nostro Riccardo sono arrivate in dono maglie e gagliardetto della squadra piemontese che vanno ad arricchire la sua preziosa collezione e, dopo la classica foto ricordo che finirà sui muri del locale, ci siamo lasciati con la speranza di ripetere quest'esperienza negli anni a venire, sperando che Cosenza ed Alessandria possano ritrovarsi da avversarie in Serie B, cosa che speriamo avvenga già a partire dalla prossima stagione.
Al nostro amico di Alessandria possiamo dire alla cosentina, che a tavola il presidente ed i suoi collaboratori "si sono dati" onorando le prelibatezze preparate dallo staff dell'osteria.

 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 9 0 0
 PARTITE VINTE   1 0 8 9
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 1 3
 PARTITE PERSE   0 8 9 8
 RETI FATTE
  3 3 5 3
 RETI SUBITE   3 0 5 7
 

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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