Guarascio Verona
 
Calabrese a cura di Carmine Calabrese
 

Dove eravamo rimasti? Di solito, iniziano così i sequel delle serie televisive. In questo caso, stiamo parlando del Cosenza, protagonista di una deludente stagione anonima, meritatamente conclusasi con la retrocessione in serie C e, oggi, “riapparso” sull’uscio della cadetteria, più per l’intimazione di “sfratto” al Chievo che, per meriti propri.

La doppia sonora bocciatura dei clivensi, ha, un po’ com’era facilmente prevedibile, lasciato l’ambiente un po’ indifferente. Un’indifferenza, dettata dal dolore della retrocessione e dall’atteggiamento di un gruppo, prima di uomini, poi di calciatori che, per larga parte del campionato, ha dimostrato di non tenere molto alla maglia, di non mostrare attaccamento e appartenenza e di non rispettare alla storia, alla passione e all’amore di una tifoseria che, per 365 giorni all’anno, vive, parla, s’interessa, fa sacrifici, soffre, s’arrabbia, s’affanna, fa i salti mortali per andare ancora “appriess’aru Cusenza”. Il popolo rossoblù, si sente come un fidanzato tradito. E, si sa, gli “sgarri” in amore, sono difficili da perdonare. Figuriamoci da dimenticare.

Dove eravamo rimasti? Dopo la retrocessione, ribadiamo più che meritata, è iniziata la contestazione al patron Guarascio, finito pubblicamente sotto processo, con l’accusa di aver spedito il Cosenza in terza serie, costruendo una squadra senza motivazioni, senza grinta, senza idea e, peggio ancora, senza attributi. Non solo, colpevole, anche, di aver “sfruttato” l’inesperienza di un allenatore giovane, al suo primo vero incarico tra i “grandi”, per risparmiare su acquisti e monti ingaggi. Volendo offrire un’attenuante credibile al patron rossoblù, possiamo prendercela con la pandemia, l’assenza dei tifosi, il crollo degli incassi al botteghino, gli infortuni, le sviste arbitrali, la sfortuna, le amnesie singole, gli strafalcioni collettivi e, proprio a voler essere magnanimi e garantisti, potremmo aggiungere chi più ne ha, ne metta. Tra le “aggravanti”, invece, vanno inserite: l’ostinazione di Trinchera e Guarascio a voler insistere su un tecnico che, come detto per eccesso d’inesperienza e di signorilità, ha perso il controllo dello spogliatoio e, probabilmente, anche la “bussola” delle proprie convinzioni; aver avallato l’ingaggio di Tremolada, Trotta e Mbakogu, arrivati a Cosenza, più per cambiare aria che per la voglia di mettersi al servizio della squadra; l’aver rinunciato, senza tanti rimpianti e altrettante domande, prima a Bruccini e poi a Baez, senza però rimpiazzarli. Se il Cosenza è arrivato quart’ultimo, lo deve ad un ragazzone di 26 anni, di proprietà della Sampdoria, arrivato a Cosenza per giocarsi una maglia da titolare con Saracco e finito per ritrovarsi i “gradi” di prima scelta dopo aver “ipnotizzato” dagli undici metri i rigoristi dell’Alessandria. Il resto è storia recente. Conclusasi, nel peggiore dei modi a Lignano Sabbiadoro, con la retrocessione in C.

Poi il silenzio, assordante del patron Guarascio. Che, a dire il vero, ancora continua. Al momento, la squadra rossoblù conta: Corsi, Matosevic, Gerbo, Bittante, Tiritiello, Moreo e Sueva. All’appello mancano ancora il diesse (si è parlato, si fa per dire, a lungo di Argurio, salvo poi cambiare obiettivo e forse strategia), l’allenatore (anche se Roberto Occhiuzzi, ha altri due anni di contratto, appare improbabile, per non dire impossibile, rivedere “The Prince” sulla panchina dei Lupi). Si è fatto a lungo il nome di Boscaglia, si è pensato ad un ritorno di fiamma per Braglia, ad un rieccoci con il “Santo” Roselli, ad un’idea su Toscano e così via. Ma, nulla di certo, anche su questo fronte. L’unica certezza è la domanda d’iscrizione al campionato di Lega Pro e l’istanza di richiesta di riammissione in Serie B, pronta per essere inoltrata al Palazzo del Calcio. Ma, tra il ritorno in B e il futuro del Cosenza, c’è ancora da aspettare il “verdetto” del Collegio di Garanzia del Coni che, farà conoscere il proprio parere solo per fine luglio. Il 24, intanto, è in programma la stesura dei campionati. Il Cosenza si farà trovare pronto, presentando anche la fideiussione di 800mila euro per l’iscrizione. Sarà pronta anche la squadra? Lo sapremo a breve. Intanto, l’ambiente mostra indifferenza e aspetta che ci sia l’ok definitivo e, nell’attesa, insiste nel ripetere “Guarascio vattene”.


 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 9 4 0
 PARTITE VINTE   1 0 9 8
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 2 7
 PARTITE PERSE   0 9 1 6
 RETI FATTE
  3 3 8 7
 RETI SUBITE   3 1 1 0
 

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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