Corsi Entella 3
 
Calabrese a cura di Carmine Calabrese
 

Inconcludenti, fragili, inconsistenti, imbarazzanti, distratti, impauriti, molli, svogliati, spenti, stanchi, indifendibili. Credetemi, ho le lacrime agli occhi, mentre scrivo questi strali d’accusa contro i calciatori del mio, del nostro Cosenza. Mi chiedo, un’infinità di volte, perché. Perché, c’avete fatto questo. Perché? Mentre scrivo, i pensieri mi si affollano in testa, fino a farmela scoppiare. Questa squadra, questa società, quest’allenatore, hanno fallito.

Sono stati, tutti, incapaci di fare qualcosa di memorabile, di straordinario, di produttivo. Sarebbe bastato davvero poco per regalare all’ambiente qualcosa di bello da raccontare e da vivere. E, invece, siamo qui, a quattro giornate dal termine, a leccarci le ferite, a maledire contro tutto e tutti e a celebrare il “de profundis” dei Lupi. Le ragioni di questo fallimento sportivo, sono tante. A cominciare da una società che, per sua indole, non ha l’ambizione, la capacità, la possibilità e, forse, nemmeno la voglia di competere con realtà calcistiche della cadetteria. Penso a Monza, Cremonese, Pisa, Empoli, Cittadella, Salerno, Ferrara e via dicendo. Anche la squadra, non è esente da colpe. Le è sempre mancata una forma di piena assunzione di responsabilità. I diciassette pareggi conquistati e le uniche vittorie (Frosinone, Ascoli, Chievo) sono più merito dell’inventiva di qualcuno che, di una coralità di squadra.

Ecco, in queste 34 giornate di campionato, questo è mancato: lo spirito di squadra, la coesione del gruppo, la convinzione di farcela. Questa squadra, sin dalla prima giornata, è stata, lasciatemi passare il termine, “bullizzata”, dalla veemenza, dalla furbizia, dall’ardore, dall’agonismo di “marpioni”, di cui il campionato cadetto, è pieno. Anche Roberto Occhiuzzi, di cui ho il privilegio di essere amico, c’ha messo del suo. Forse, galvanizzato dall’impresa, forse condizionato dall’essere diventato “personaggio” cittadino, nazionale ed europeo di una cavalcata trionfale, considerata impossibile, forse, eccessivamente lusingato, dall’essere stato premiato con un contratto triennale, ha accettato una sfida più grande di lui. La sua gratitudine, forse, inconsciamente diventata presto “accondiscendenza” verso uno status quo, gli si è ritorta contro come un boomerang. Forse, ribadisco forse, se, avesse “preteso” dalla proprietà qualche acquisto più mirato e si fosse opposto a qualche partenza (vedi Baez, non adeguatamente sostituito), oggi le sue colpe, sarebbero, percentualmente, irrilevanti. Non vuole essere un’attenuante ma, penso che anche la sua eccessiva garbatezza e signorilità gli abbia giocato un brutto scherzo. Roberto Occhiuzzi, ha, sempre, avuto il coraggio di metterci la faccia, di esporsi in prima persona, caricando su di sé, sviste, dimenticanze, leggerezze, amnesie, disattenzioni, incapacità, non sue.

Penso a tutti i gol presi dalla squadra su palle inattive, i passaggi sbagliati in sequenza, l’assenza di precisione e cattiveria agonistica sotto porta. Anche ieri, ad esempio, Corsi, scusami capitano, ha sbagliato il più semplice dei falli laterali. E, proprio da quell’errore, è nata l’azione che ha “regalato” il raddoppio al Pisa. Con la complicità di Sciaudone. Potrei continuare ad elencare tutte le leggerezze di una squadra, piena di limiti. Ma, credo che non servirebbe a nulla. Se non, a farmi, farci solo del male.

Il diesse Trinchera, un altro a cui sento di dover riconoscere il merito di metterci la faccia, nel post partita di ieri, non ha scelto la prevedibile linea del “volemose bene” ma, ha “inchiodato” la squadra alle sue responsabilità. Penso sia impensabile che gente del calibro di Trotta, Tremolada, sia venuta a giocare a Cosenza, solo per la “mesata”. Non voglio, non posso, non riesco a crederci. Ma, forse, mi sbaglio. A quattro giornate dalla fine, “ingloriosa”, di questo campionato, con 12 punti ancora disponibili e con un piede e mezzo nel precipizio della Lega Pro, il morale sotto i piedi e l’autostima oltre la soglia di riserva, non so se, questa squadra riuscirà a tentare di salvare, non dico la stagione ma, almeno la dignità di chi la compone.

L’Ascoli vola. I tre punti conquistati sul campo della Spal, l’hanno lanciato in orbita. Oggi la classifica dice che, quel più cinque che separa i bianconeri dai Lupi, decreterebbe la retrocessione diretta del Cosenza, senza alcuna possibilità di appello. E, ancora più preoccupante è che, la Reggiana, terz’ultima, ha solo un punto meno di noi. Non credo, nemmeno, che, esonerare ora Occhiuzzi, possa servire a qualcosa. Se andava esonerato, bisognava farlo diverse settimane fa, quando ancora c’era il tempo di dare la scossa all’interno di uno spogliatoio che, probabilmente, per quello che si vede in campo, non esiste nemmeno più.

Solo la matematica, ancora, si “fida” di noi. Ma, temo, credo e sono convinto che, nessuno si fida più di questo Cosenza. E, quel che mi preoccupa è che nemmeno il Cosenza si fida più di sé stesso.


 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 9 3 3
 PARTITE VINTE   1 0 9 5
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 2 6
 PARTITE PERSE   0 9 1 3
 RETI FATTE
  3 3 8 0
 RETI SUBITE   3 1 0 0
 

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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