MON 0439
 
Calabrese a cura di Carmine Calabrese
 

Anche oggi, è, abbastanza, difficile mettermi davanti ad una tastiera e cercare di provare a raccontare qualcosa. Qualcosa di sensato, di stimolante, di positivo, di incoraggiante. Qualcosa che, non risulti “indigesto”. Come questo ennesimo “scempio” calcistico del Cosenza che, riconoscendo superiore il Monza per organico, impostazione tattica, valore tecnico e forza fisica e mentale, non ha mostrato di avere né la testa, né la convinzione, né la determinazione o la voglia, di dare l’impressione di crederci.

I tre gol del Monza, nati su altrettanti gentili “omaggi” difensivi, sono la conferma che questa squadra, non ha la benché minima idea di cosa significhino questa maglia, questi colori per questa città. E, per tutta la sua tifoseria. Questa squadra, eccezion fatta per Falcone e per chi ha avuto poca possibilità di stare in campo e tanta pazienza nell’accumulare “minutaggi” in panchina e tribuna, non merita né insulti, né minacce, né improperi, né incitazioni, né cori, né dimostrazioni di affetto ma, solo, tanta, tanta, indifferenza. La stessa che, per trentasette partite di campionato, questa squadra ha avuto per questa città, per questa tifoseria. Infischiandosene di quanto sia importante il Cosenza per Cosenza.

Sia chiaro, quando parlo di squadra, mi riferisco anche a tutte le sue tante componenti: presidente, direttore sportivo, staff tecnico e via discorrendo. Dalla base alla punta della “piramide” verticistica, sono tutti responsabili di aver, scientemente, “vilipeso” le speranze, le passioni, le attese di un’intera tifoseria. Questo Cosenza, non poteva, nemmeno doveva, (anche perché, nessuno l’avrebbe preteso) vincere il campionato di serie B ma, nemmeno, essere inchiodato dalle prime giornate nelle zone basse della classifica. E, invece, c’è riuscito. Penso che potremmo passare intere giornate ad analizzare le cause di questo “fallimento” pallonaro: società senza stimoli, ambizioni e programmazione; direttore sportivo senza “liquidità” da utilizzare sul mercato, squadra senza leader, assenza totale di cattiveria agonistica e di temperamento caratteriale, allenatore al suo primo vero contratto da professionista giocatori presi, più perché “esodati” dalle formazioni proprietarie dei loro cartellini che, per i loro curriculum vincenti. Se, a tutto questo, ci aggiungiamo che, anche la fortuna e il Dio del calcio, smettono di dare una spallata al destino avverso del Cosenza, ecco che questo quart’ultimo posto, con appena 35 punti in classifica, 17 pareggi, 14 sconfitte, appena 6 vittorie, la “miseria” di 29 gol segnati e la “valanga” di ben 45 incassati, è più che giustificato. Anzi, c’è andata anche di lusso: perché senza Falcone, temo saremmo al posto della Virtus Entella.

Dopo le “sberle” di Empoli, il Cosenza è rimasto in piedi, solo perché la matematica, ancora, gli dà ragione. A Pordenone, la matematica, servirà davvero a poco. Conterà, solo vincere, per allungare l’“agonia” per altri due turni. Mi chiedo, questo Cosenza, ha questa forza, questa voglia?

 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 9 3 4
 PARTITE VINTE   1 0 9 5
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 2 6
 PARTITE PERSE   0 9 1 4
 RETI FATTE
  3 3 8 0
 RETI SUBITE   3 1 0 2
 

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

  • visita la pagina
  • visita la pagina
  • visita la pagina
  • visita la pagina
  • visita la pagina
  • visita la pagina
  • visita la pagina

MERCATO INVERNALE

MERCATO INVERNALE SERIE B 2020-21 

PROSSIMO TURNO

   
   

 2021
Serie C/c - 1a giornata

ULTIMO TURNO

Pordenone logo

2 - 0

Cosenza logo

PORDENONE   COSENZA

Lunedì 10 maggio 2021 - ore 14:00
Serie B - 38a giornata

NOTIZIE DA ...

Bandiera Serie B

ULTIMI RISULTATI

CLASSIFICA