La permanenza in B non è frutto di un miracolo, ma del lavoro certosino di Occhiuzzi
 
a cura di Eliseno Sposato
 

Alla fine quel pizzico di fortuna, che tante volte aveva voltato le spalle al Cosenza in questa stagione, è arrivato proprio allo scadere dell'ultima giornata di campionato.
Questa volta il "fattore C" l'unico vero investimento che il patron Guarascio mette realmente a disposizione, ha vestito le sembianze di un altro figlio di Cosenza innamorato dei Lupi come Occhiuzzi, Luca Garritano che con il suo gol siglato all'88' di Chievo - Pescara ha regalato la vittoria alla sua squadra e salvato il Cosenza.
Oggi e nei prossimi giorni tutti parleranno del miracolo sportivo compiuto dal Cosenza, ma sarebbe troppo riduttivo delegare ad un misterioso intervento divino, il motivo di questo successo  che invece porta la firma di un altro cosentino innamorato del Cosenza come Roberto Occhiuzzi.
È lui il vero artefice di questa meravigliosa cavalcata che, seppure con qualche caduta figlia di vecchi fantasmi stagionali, ha riportato in alto non solo il nome della Cosenza sportiva, ma ha ridato dignità tecnica ad un gruppo di calciatori che tutti ritenevamo iandeguato, o meglio, mal assemblati per centrare l'obiettivo minimo di questa stagione nata malissimo e terminta benissimo.
Roberto Occhiuzzi, il suo staff ed il gruppo di calciatori che hanno dato tutto in questa seconda parte di campionato, hanno compiuto un lavoro certosino, crescendo gara dopo gara diventando una vera squadra capace di mettere in campo un'identità di gioco ben definita, che ha saputo valorizzare le qualità dei singoli.
Occhiuzzi era una scommessa azzardata, probabilmente figlia del risparmio sul bilancio, che si è rivelata vincente per una serie di semplici fattori: la competenza tecnica che si è finalmente potuta palesare; il legame che ha rinsaldato nello spogliatoio mettendolo finalemnete a posto, ma soprattutto inculcando nei calciatori, il valore di cosa voglia significare il slavaguardare la Serie B per la città di Cosenza.
Non lo poteva fare un tecnico preparato ma troppo giramondo per legarsi realmente al sentimento di una piazza come la nostra come Braglia, e men che meno l'alieno Pillon sceso in Calabria per scappare al più presto sentendosi totalmente inadeguato.
Poi c'era lui, il ragazzo di Cetraro che  baciava il pallone ad ogni calcio d'angolo per indirizzarlo nel modo giusto per fare male agli avversari, sempre dietro le quinte a lavorare e soffrire nel vedere come andavano le cose, ma l'unico con il dna giusto per fare emergere lo spirito dei Lupi della Sila.
Con il lavoro quotidiano ha non solo portato il Cosenza alla salvezza, ma anche spazzato via le critiche di noi tutti che dobbiamo spesso mettere da parte la nostra fede per analizzare il quotidiano della nostra squadra del cuore.
Poi magari anche San francesco di Paola gli ha dato una mano, ma lo ha fatto certo con la sua solita disinteressata discrezione.

 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 8 9 7
 PARTITE VINTE   1 0 8 9
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 1 0
 PARTITE PERSE   0 8 9 8
 RETI FATTE
  3 3 5 1
 RETI SUBITE   3 0 5 5
 

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