Matosevic 6: stavolta il miracolo non riesce. Raccoglie due palloni in fondo al sacco e cerca di mettere una “pezza” alle solite disattenzioni dei suoi compagni.
Situm 5: atterra Valoti e manda in frantumi il piano di Bisoli. Cerca di riscattarsi con cross e discese ma, la sola buona volontà, non basta.
Histrov 5,5: rispetto ad altre prestazioni, oggi appare un po’ appannato. Non dà sicurezza e da uno della sua esperienza, ci si aspetta di più.
Vaisanen 6: fa quello che può, aiuta la sua retroguardia a non andare in totale sofferenza.
Sy: parte bene e dimostra di avere gamba. Poi, stranamente, è vittima di una metamorfosi kafkiana e inizia a sbagliare tutto. Da un suo errore, nasce l’azione che porta al secondo rigore. Che causa lui.
Di Pardo 5: Bisoli, lo schiera dall’inizio, sperando in qualche sua illuminazione. Ma anche lui non riesce a fare nulla di utile per rendersi pericoloso sulla sua fascia.
Carraro 4,5: per l’ennesima volta, conferma che la coesistenza con Palmiero non serve al Cosenza, men che meno a lui. Non riesce a vincere un contrasto e non sa mai cosa deve fare.
Palmiero 5: la sua partita dura 35′, durante i quali dimostra di non esserci con la testa e con le gambe. Soffre la maggiore velocità e la tecnica dei centrocampisti del Monza.
Florenzi 6: ci mette impegno, rabbia e passione. Quando esce Palmiero, si ritrova la fascia di capitano sul braccio.
Liotti 5,5: prova qualche sgroppata, cerca di servire i suoi compagni con cross e calci piazzati.
Caso 6: insieme a Florenzi, è l’unico a cercare di spaccare la partita. Nel primo tempo, complice anche la formazione iniziale, prova a fare reparto da solo.
Subentrati
Laura 4: non è più il giocatore che abbiamo imparato a conoscere. Nessuno scatto degno di nota, nessuna conclusione pericolosa, nessuna azione da applausi.
Gerbo s.v.
Ndoj s.v.
Zilli .sv.
Pandolfi s.v.Bisoli 4: sbaglia formazione, non riesce a trasmettere grinta alla squadra e schiera Carraro e Palmiero insieme, esponendoli all’ennesima figuraccia. Al di là delle sue colpe, c’è da dire che la squadra, di certo, non l’aiuta, sbagliando approccio e commettendo un’infinità di errori.