Cosenza, un derby… Come nelle favole!

Caterina Alba Minico

Caterina Alba Minico

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Diteci, dopo un derby al cardiopalma, che il calcio è solo uno sport. Che una partita di Campionato dura appena 90 minuti e che il fenomeno del tifo è circoscritto soltanto al momento della gara, quando la squadra del cuore scende in campo.


“Ma è solo un gioco!”
“Non mi dire così, per favore, è la cosa peggiore, la più stupida che uno potrebbe dire”

E riprendendo le celebri citazioni del film Febbre a 90°, parlateci due giorni dopo Cosenza-Reggina 2-1 di questo sport, per tanti ormai diventato soltanto un fenomeno di business e seguito da gente esagitata, esagerata, esaltata. Il calcio complica vita e cuore dei tifosi, mescola in modo disomogeneo la vita professionale a quella personale, tanto da non vedere più i margini di confine della passione per questo sport che genera, sempre e comunque, problemi e discussioni nelle relazioni interpersonali. La passione per il calcio invade quindi la vita privata, tanto che si parla di calcio per parlare della propria vita e del modo attraverso cui, ciascuno a suo modo, dedica del tempo a questo sport dall’alto tasso emozionale.

E allora, proviamo a raccontare Cosenza-Reggina e vediamo se è possibile parlare asetticamente di questo sport che non smette, mai, di stupire. Il derby del 28 febbraio 2023 resterà nella storia per la modalità attraverso la quale il Cosenza è riuscito a ribaltare il risultato in appena 95 secondi. Come nelle favole canterebbe Vasco Rossi, il punto è che il finale del derby è stato talmente breve ed intenso che più che un racconto diviso tra primo e secondo tempo, basterebbe un cortometraggio di appena, ripetiamolo, 95 secondi per narrare l’impresa dei rossoblù. Da 0-1 a 2-1. Regia di William Viali, attore protagonista Marco Nasti.

È difficile riavvolgere il nastro dopo una gara storica e raccontare di una partita psichedelica. Fino all’88esimo circa, probabilmente la maggior parte dei giornalisti ed addetti ai lavori in Tribuna Stampa aveva il materiale pronto in riferimento al risultato che stava maturando in campo. Una Reggina tatticamente ben organizzata stava portando a casa i 3 punti che avrebbero generato entusiasmo alla compagine guidata da mister Pippo Inzaghi, uno che di derby se ne intende parecchio. Supportata da un settore ospiti gremito, la Reggina non crea molte occasioni nella prima frazione di gioco ma riesce comunque a concretizzare il vantaggio con l’ex Gori. Dall’altra parte, i ragazzi rossoblù tengono il passo svelto della Reggina, che manovra il gioco ma che, forse forte del vantaggio, inizia a commettere errori banali soprattutto a centrocampo. Le apprezzabili iniziative dei Lupi trovano un paio di decisivi interventi di Colombi. La porta appare stregata e l’epilogo sembra sia già scritto. L’ inizio del secondo tempo è a tratti analogo al primo, ma la Reggina appare impaurita e perde lucidità. È ancora vittoria amaranto fino al minuto 89.


Minuto 89:34. Cambia l’atmosfera in “Via degli Stadi”. Accade qualcosa. Scriviamo “accade” perché l’ultimo ciak della partita è totalmente inaspettato e a tratti insperabile, non segue alcun copione. Come quando Pinocchio capisce di essere un bambino e non più un burattino di legno ed è pronto a vivere la sua nuova vita insieme al suo babbo. Come quando Cenerentola prova la scarpetta di cristallo e soltanto in quel momento il Principe si rende conto che è lei la misteriosa ragazza del ballo. Come quando sei convinto che sarà certamente goleada amaranto nel derby e poi il Cosenza ribalta il risultato in 95 secondi e vince la partita. Come nelle favole, dicevamo.

Il Calcio ha una magia che “Capisci solo se ci sei dentro” –Febbre a 90°. In quel turbinio confuso di poche voci rossoblù, arriva prima il pareggio di Nasti, centravanti fino ad ora in ombra a Cosenza. Un risultato che fa crollare la quasi matematica vittoria di mister Inzaghi ad una manciata di minuti dal triplice fischio. Ma la matematica è la disciplina meno adatta per commentare questo finale di partita. Talvolta i numeri ed i pronostici non contano e neanche le parole. 95 secondi di spettacolo per i tifosi che hanno deciso di mettere da parte le polemiche e di tornare allo stadio per assistere ad un derby il cui risultato appariva scontato. La Reggina da inizio stagione sogna il grande palcoscenico della Serie A, il Cosenza dopo una primissima parte di Campionato esaltante, ha occupato i bassifondi della classifica, convivendo con la paura della retrocessione. I numeri alla vigilia parlavano di un derby a favore degli amaranto e di un Cosenza che, reduce dal clamoroso 1-5 in trasferta a Como, era pronto ad incassare l’ennesima sconfitta stagionale.

Il pareggio dà morale e fiducia alla squadra silana, ma è con una reazione d’orgoglio e di cuore che il Cosenza passa in vantaggio con un’altra rete del giovane casa Milan. È festa al “San Vito-Marulla”. È la festa di chi non avrebbe scommesso sulla vittoria del Cosenza. È la festa di chi crede in questo calcio che regala, ancora, emozioni inaspettate. Dopo dopo le 22:30 il cielo di Cosenza si dipinge di rosso e di blu lasciando sullo sfondo le tonalità amaranto. Sugli spalti del “Marulla” gli occhi increduli dei tifosi festanti che si guardano e che si convincono, abbracciandosi, che quanto hanno appena visto è accaduto realmente.

Dopo 90 minuti di applausi e cori, i tifosi reggini presenti nel settore ospiti sono attoniti, storditi, sbalorditi. Una gara dal finale totalmente inaspettato. Cosenza martedì sera ha vissuto un epilogo da favola. Ora, però, è tempo di mettere da parte numeri e classifiche e continuare a lottare per restare in cadetteria.

“Quello che potremmo fare io e te, senza dar retta a nessuno, senza pensare a qualcuno, quello che potremmo fare io e te… non lo puoi neanche credere”.

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