Como: l’altra faccia dei festeggiamenti, squadra e tifosi rossoblù rinchiusi dentro lo stadio per oltre due ore.

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Marras: <<il Cosenza ha disputato un grande primo tempo, mettendo alle corde il Como>>

Dal nostro inviato Pietro Diodati

Como – È qui la festa? Il clima di euforia e di felicità per la promozione in serie A – conquistata dal Como dopo 21 anni – si respira all’interno dello stadio Giuseppe Sinigaglia, fin dalle prime battute dell’incontro, mentre  i fuochi d’artificio, i petardi, la musica a palla del “Cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano,  trasformano lo stadio in una bolgia, quando l’arbitro, iI pinarolese Manganelli, fischia la fine.

Da questo momento, in attesa della premiazione, iniziano i festeggiamenti con la gente che si riversa sul manto erboso dello stadio e va in delirio, quando il presidente della Lega Balata premia la dirigenza e i giocatori comaschi. A questo punto scoppiano i festeggiamenti fuori il Sinigaglia, in quanto le migliaia di tifosi bloccano le vie adiacenti allo stadio e la città si ferma, mandando in tilt l’intero traffico urbano sia in uscita, sia in ingresso della città. Il clima di festeggiamenti ha fatto slittare gli impegni istituzionali con la stampa e molti giocatori del Cosenza, compreso l’allenatore William Viali, hanno lasciato il Sinigaglia subito dopo il triplice fischio di Manganelli, approfittando delle “vie di fuga” ancora libere dal trambusto e dal frastuono. Da annotare che in tribuna sono stati presenti tanti vip tra i quali lìex Arsenal e Juve Thierry Henry, oggi socio del club lariano, il campione del mondo Gianluca Zambrotta, il bomber del Leicester Jamie Vardy e tanti altri.

I pochi giocatori (Praeszelik, Novello, Marras, Gyamfi e i magazzinieri del Cosenza) sono rimasti fermi e bloccati, nello spazio adiacente in cui sostano i pullman per ben due ore. Vane sono state le vibrate proteste del team manager Kevin Marulla per cercare di fare uscire il torpedone, con a bordo i giocatori del Cosenza, infatti dopo la mezzanotte, quindi dopo due ore il termine della partita, il pullman era bloccato all’ingresso dello stadio senza possibilità di rifocillarsi e acqua per dissetarsi dopo la partita disputata e con la necessità di rientrare nel ritiro di Lomazzo, che si trova a oltre 15 chilometri da Como. Siamo stati testimoni, all’interno dello stadio Sinigaglia, delle continue rimostranze del Team Manager Marulla nei confronti degli esponenti della società comasca e delle autorità di pubblica sicurezza incaricati dell’ordine pubblico. Servizio d’ordine gestito a dir poco grossolanamente per un evento già preannunciato.  Kevin Marulla si è lamentato anche con vigore. Stessa sorte è toccata ai 500 tifosi che hanno assistito alla partita, anziché farli defluire, alla fine della partita, li hanno fatti sostare in curva per oltre due ore.

L’unico dei pochi ad aver sentito al termine della partita è stato il folletto del Cosenza Manuel Marras, da noi avvicinato, durante la lunga attesa. Il giocatore di origine ligure del Cosenza ha rilasciato pochissime battute dicendo che “i rossoblù hanno chiuso in bellezza il campionato, chiudendo da imbattuti, in uno stadio sold out con il Como alla ricerca della vittoria per accedere alla serie A”. Inoltre, ci ha riferito che “il Cosenza ha disputato un grande primo tempo, mettendo alle corde il Como. Peccato aver mancato il raddoppio con quel tiro di Florenzi sopra la traversa”. Infine, alla domanda specifica se anche l’anno prossimo sarà ancora a Cosenza ha risposto “di avere ancora un altro anno di contratto con i lupi”

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