La prima gara dell’anno per il Cosenza Calcio e i suoi tifosi si è rivelata pesante come un cenone di fine anno. Al cospetto di un modesto ma cinico Monopoli, i rossoblù di Mister Buscè hanno giocato una gara sottotono, dove tutti hanno fatto a gara a chi sbagliava di più.
A partire dal tecnico silano che stavolta non è riuscito ad incidere nella testa dei suoi ragazzi, ma anche rompendo l’equilibrio della squadra con i cambi che non hanno sortito l’effetto sperato, anche forse per la voglia di vedere i nuovi arrivati subito in campo. Ma nell’ottica di un campionato ci sta anche sbagliare scelte e partite da parte di un po’ tutti.
Non ne facciamo certo un dramma perché realisticamente, per quanto la squadra abbia fatto di buono in questi mesi, non possiamo certo illuderci di potere sperare di ottenere qualcosa in più di una buona posizione nella griglia Playoff.
Certo i rimpianti aumentano se si pensa all’ennesima occasione sprecata al cospetto di un avversario che non ha fatto quasi nulla per portarsi a casa il massimo risultato, ma al quale bisogna riconoscere di avere saputo capitalizzare al meglio gli errori della retroguardia silana.
Con il Monopoli è sembrato di rivedere i fantasmi di tante gare giocate nel recente passato in Serie B. Ieri sera si è materializzata nuovamente quella fragilità mentale che il Cosenza ha mostrato nelle passate stagioni mostrandosi squadra timorosa e incapace di reagire ai disastri causati dai suoi stessi errori. Non si può spiegare altrimenti la mancata reazione dopo il gol subito da Fall, sebbene per tutta la gara si era condotto il gioco.
Inutile distribuire colpe ad alcuni e salvarne altri, i calciatori e il tecnico sanno cose non è andato bene e come correggere gli errori di una serata no.
Chi invece non sembra fare tesoro degli errori del passato sono le Autorità preposte al controllo dell’ordine pubblico che, per l’ennesima volta, hanno chiuso Viale Magna Grecia per garantire l’incolumità dei tifosi avversari presenti nell’elevato numero di 6 persone come dimostra la foto del nostro Riccardo Tucci.

Questa decisione presa dalle Autorità è apparsa, come in tante altre circostanze, abnorme rispetto all’effettiva necessità di adottare un provvedimento che ha ragione d’essere quando arrivano diverse centinaia di tifosi avversari, o quando ci sono rivalità tra le tifoserie organizzate. Ma sembra che le Autorità vivano in un mondo tutto loro e non sappiano cosa stia avvenendo intorno al Cosenza Calcio. Che senso ha chiudere le strade quando non è previsto un afflusso di pubblico considerevole? Lo sanno che i tifosi rossoblù non partecipano alle gare casalinghe per la contestazione in atto nei confronti dei vertici societari?
Sembra proprio di no, visto che per chiudere una strada per un evento sportivo praticamente senza pubblico, creano disagio a migliaia di cittadini che devono spostarsi dalla città ai comuni limitrofi dove risiedono e viceversa, creando ripercussioni sul traffico cittadino. Ieri, ad esempio, il sottoscritto ha impiegato 40 minuti dal centro città per arrivare allo stadio che dista poco più di un paio di chilometri da casa. E se io ero comunque interessato ad assistere all’incontro di calcio e ho sopportato il disagio, figuratevi i lavoratori che dovevano rientrare a casa o spostarsi da Rende a Castrolibero e che hanno dovuto imbottigliarsi nel traffico perché il solone di turno ha deciso che esisteva la necessità di chiudere un’arteria funzionale come Viale Magna Grecia.

Come se non bastasse, al termine dell’incontro, per fare defluire in sicurezza i sei (e ribadiamo sei) tifosi del Monopoli hanno tenuto chiusa la strada per oltre mezz’ora dopo il termine della gara, aumentando il disagio dei pochissimi presenti e di chi arrivava in zona stadio ignaro del provvedimento.
Sappiamo bene che questa nostra denuncia non sortirà alcun effetto, ma continueremo a riproporla ogni volta che toccheremo con mano l’inutilità e l’abnormità dei provvedimenti presi senza che vi siano reali motivi di sicurezza.


