Lo scorso 7 maggio, dopo la debacle casalinga del playoff con il Casarano, scrivevo un articolo dal titolo: “Umiliati e offesi, per l’ennesima volta”, che potrei copiare e incollare qui solo cambiando il nome di qualche protagonista tanto che il risultato sarebbe lo stesso.
Sebbene in questi quattro mesi sia successo di tutto e di più, la costante che non cambia è l’atteggiamento di una proprietà che non solo ha smentito se stessa in quel comunicato emesso dopo la sconfitta con il Casarano, ma che ha dimostrato ancora una volta, di non tenere affatto alle sorti sportive del Cosenza Calcio e al buon nome della nostra città.
Basta riportare il passaggio finale di quell’incredibile comunicato, per farsi il sangue amaro, più di quanto non ce lo abbiano fatto fare in tutti questi anni. Leggere per credere: <<La società crede fermamente nel proprio potenziale ed è consapevole di aver gettato negli anni basi solide. In un momento complesso per il club, guarda al domani con fiducia e responsabilità, confermando l’apertura a nuovi progetti. La proprietà osserva con interesse le manifestazioni di disponibilità da parte di potenziali nuovi acquirenti seri e motivati. Nel frattempo, in attesa che vengano formalizzate nei termini di legge le ostentate offerte di acquisto, necessariamente si dovrà andare avanti con il massimo impegno, nel rispetto dell’intera città>>.
Le cronache di questi quattro mesi hanno fatto cadere, semmai l’avessero avuta, la credibilità di Guarscio, Scalise e compagnia cantando, visto che non hanno fatto altro che depauperare il valore tecnico della squadra, per incassare gli ultimi milioni racimolabili, trovando in Lucioni e Coppitelli gli ennesimi capri espiatori a cui addossare le colpe di un fallimento sportivo annunciato ancor prima di scendere in campo.
Ma sarebbe troppo facile prendersela con loro e con i calciatori che scendono in campo e che, ad oggi, appaiono totalmente inadeguati a sostenere il glorioso nome del Cosenza Calcio, faremmo solo il gioco della neo presidentessa e di quello onorario, ma gli schiaffi ricevuti ieri pomeriggio in quel di Giugliano, non sono altro che l’ennesima certificazione dell’inadeguatezza dei signori Guarascio e Scalise che tutto stanno facendo anziché “andare avanti con il massimo impegno, nel rispetto dell’intera città”. Più che guardare “al domani con fiducia e responsabilità, confermando l’apertura a nuovi progetti”, hanno badato solo al loro tornaconto economico che naturalmente non è stato, come sempre, investito per la crescita della società di cui, ahinoi, sono proprietari.
Per questo a me e ai miei colleghi non resta altro che copiare e incollare la stessa chiusura dell’editoriale del 7 maggio con immutati sentimenti di disistima.
Se volete mostrare rispetto per un’intera città, non dovete fare altro che seguire la volontà popolare e fare quello che da mesi vi si chiede: andare via e liberare il Cosenza Calcio dalla vostra incompatibile presenza.


