Qualcuno ci dica che non siamo su scherzi a parte. Di seguito il comunicato diffuso nel pomeriggio dalla società di via Conforti in maniera integrale, orrori ortografici e linguistici compresi:
Cosenza Calcio srl: «Ferita dolorosa dopo Giugliano, ma salveremo la Serie C. Chi vuole, si faccia avanti»
COSENZA – La sconfitta di Giugliano ha lasciato in tutto l’ambiente sportivo cittadino, e all’interno della nostra società, una ferita dolorosa che deve essere in ogni caso superata al più presto. La classifica dopo poche giornate racconta di una squadra con evidenti difficoltà, e questo nessuno vuole nasconderlo. Ma sono difficoltà oggettive e che non dipendono dalla nostra volontà, ma trattasi di conseguenze a tutti note. La squadra non può disputare le partite sul proprio terreno di gioco ed ha difficoltà finanche ad allenarsi.
Una situazione che non ha eguali in nessuna città d’Italia a livello professionistico. Livello, è giusto dirlo subito, che questa società vuole mantenere e farà di tutto per salvare la categoria. La nostra è una compagine giovane nella quale crediamo e che ha bisogno di sostegno, soprattutto nei momenti difficili come quello che stiamo cercando di affrontare.
La nostra è una volontà ferma e convinta, che guarda agli interessi della città perché – senza retorica o falsi infingimenti di sorta – il Cosenza calcio è un patrimonio importantissimo per la città. Proprio perché crediamo nel valore sportivo del Cosenza calcio, nel mentre ribadiamo la ferma intenzione a mantenere la serie C, rinnoviamo ancora una volta la nostra disponibilità a cedere la squadra a chi intende adoperarsi per il bene dei colori rossoblù.
Oggi fare calcio a certi livelli non è facile, la congettura economica non è certo propizia e occorre operare con la dovuta lucidità. Abbiamo preso atto, senza alcuna vena polemica, che il tentativo di allestire una cosiddetta “seconda squadra” a Cosenza non ha avuto nessun esito perché siamo i primi a comprendere le difficoltà alle quali si va incontro. Per questo, nel confermare la nostra volontà di salvare il professionismo a Cosenza, ribadiamo che chiunque fosse interessato alle redini della squadra si faccia avanti.
Da parte nostra non sappiamo più come commentare l’ennesima e mortificante mancata assunzione di responsabilità da parte di proprietari e dirigenti.
Davvero le difficoltà non dipendono dalla vostra volontà? E chi è che ha dato mandato a Lucioni di vendere tutti i migliori calciatori della rosa?
Perché i proventi delle cessioni non sono stati investiti nel costruire una squadra degna di partecipare da protagonista alla Serie C? Dove sono finiti i soldi?
Se la squadra non trova un terreno dove allenarsi di chi è la colpa? Dei Tifosi? Della stampa? Delle Istituzioni cittadine? Oppure è vostra che avete fatto terra bruciata intorno a voi distruggendo ogni rapporto con altre società sportive e amministrazioni in grado di ospitarvi sui loro campi?
Dite che la situazione non ha eguali in ogni parte d’Italia, ma lo sapete che il Sorrento è da due anni senza lo stadio e si allena in un altro comune?
Ma davvero ci volete far credere che guardate agli interessi della città mentre ne state infangando, sportivamente il nome?
Date la colpa alla “congettura economica” ma non spiegate come mai avete accumulato una massa debitoria ingente distraendo i fondi che sono arrivati con la partecipazione a tanti campionati di Serie B?
Ancora una volta provate a farci credere che volete cedere la società per poi tirarvi indietro al momento opportuno. Se davvero questa è la vostra intenzione allora perché non pubblicate i bilanci con la reale massa debitoria che c’è sulle spalle della società e non indicate quello che secondo voi è il valore del Cosenza Calcio?
Perché non ci dite chi è perché ha pignorato il conto del Cosenza Calcio e dato il via alla discesa agli inferi che state pianificando?
Più che sperare che ci sia qualcuno che si faccia avanti, se volete salvare il professionismo a Cosenza, cacciate i soldi, ripianate i debiti che avete creato, e poi lasciate la squadra al sindaco. Le risorse non vi mancano, mentre quello che realmente non avete più da tempo è la credibilità.
Per quanto riguarda noi speriamo di svegliarci quanto prima da questo bruttissimo incubo in cui ci avete cacciato e in cui continuate a tenerci.


