Cosenza-Frosinone 1-2: è amaro l’esordio del giovane Marson

Caterina Alba Minico

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La maglia a tinte rossoblù è la stessa che vestiva lo scorso anno a poco meno di cento kilometri dallo stadio “San Vito-Marulla” ma il palcoscenico odierno è decisamente più importante. È arrivato nel momento più complicato della stagione il debutto tra i pali di Leonardo Marson: dopo il sonoro 5-0 subìto in terra emiliana, Dionigi lo ha schierato titolare nella gara contro il Frosinone capolista.

Per il classe ’98 si è trattato dell’esordio assoluto in cadetteria: fino allo scorso maggio l’estremo difensore friulano difendeva i pali della Vibonese in Lega Pro. Migliore la prima rispetto alla seconda stagione di permanenza in territorio vibonese, Marson colleziona 24 presenze nella stagione pandemica 20/21, con 23 reti subite ma ben 8 clean sheet. La seconda annata lo vede comparire in campo solo a cadenza irregolare: la stagione 21/22 della squadra di Caffo si rivelerà fallimentare, con conseguente retrocessione tra i Dilettanti, ma è a Vibo che Marson conosce lo storico capitano del Cosenza, Angelo Corsi.

Il 18 agosto, da svincolato, Leonardo Marson firma con il Cosenza, ritrovando il difensore e cominciando (a campionato iniziato) la sua avventura con la casacca silana sotto la guida del preparatore Fischetti e agli ordini di mister Davide Dionigi. Il 20 agosto figura già tra i convocati di Cosenza-Modena. Entrare in simbiosi con l’ambiente cosentino è stato il primo passo per intuire le richieste della piazza e la dimensione della cadetteria, soprattutto in una stagione in cui la Serie BKT assomiglia ad una Serie A2 visto il blasone delle squadre che vi partecipano.


Non si fa trovare impreparato Marson alla sua prima chiamata in campo con la maglia dei Lupi, nonostante la sconfitta incassata dalla compagine silana. Entra in campo a capo basso il numero 77, passo lento ma deciso e continua il riscaldamento sul posto mentre le formazioni si schierano in campo. Scambia poche parole con Larrivey, poi si posiziona tra i pali e ricambia l’applauso della Curva Bergamini alle sue spalle. Dopo la débâcle contro la SPAL, i riflettori sono puntati su di lui. Le esperienze in Lega Pro hanno arricchito il suo palmares e si ritrova, nel periodo più turbolento della stagione dei Lupi, ad indossare la maglia da titolare, complici probabilmente anche le prestazioni sotto tono del numero uno rossoblù. In campo Marson dimostra affidabilità: ha il volto pulito di chi è consapevole di aver sudato tanto prima di approdare al Cosenza, dietro le spalle del titolarissimo Matosevic.

Cosenza-Frosinone è la gara del suo esordio e dopo poco meno di venti minuti si guadagna qualche sonoro applauso dagli spalti. L’azione che porta al goal di Merola parte da un suo rinvio profondo. Esulta composto sul momentaneo vantaggio dei Lupi ma, forse, si fa trovare un po’ fuori posizione sul pareggio degli avversari. Un paio di interventi importanti nel secondo tempo gli permettono di guadagnarsi una sufficienza meritata nelle pagelle redatte dalla Redazione. Da segnalare, soprattutto, un decisivo intervento dell’estremo difensore friulano su un tiro dalla distanza di Mazzitelli (deviato da Panico), che stava per rivelarsi fatale: il riflesso di Marson tiene in bilico il risultato almeno fino al raddoppio del Frosinone, nonostante ci sia stata più di un’occasione sul finale per pareggiare il match.

Durante il lungo confronto avvenuto a fine gara con la tifoseria rossoblù, Leonardo Marson compare in prima linea ed ascolta i malumori di coloro i quali, esasperati, devono digerire un’altra sconfitta, più dolorosa in quanto avvenuta tra le mura amiche.

La carente prestazione complessiva della squadra ha di certo posto in secondo piano l’esordio del portiere numero 77, il quale ha dimostrato, comunque, personalità e concentrazione. Staremo a vedere se quella di sabato sia stata una presenza occasionale o se Marson possa dimostrare in campo il suo valore e scardinare la gerarchia tra i pali rossoblù.

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